Assolto per stupro in primo grado: “La vittima aveva detto basta ma senza urlare”

Un volontario della Croce Rossa è stato assolto in primo grado per stupro perché, secondo i giudici la sua collega non avrebbe urlato mentre chiedeva di smetterla.

Assolto per stupro un volontario della Croce Rossa accusato precedentemente di aver abusato di un’altra operatrice anch’essa volontaria. In primo grado l’uomo piemontese era stato assolto dai giudici perché la donna in questione, non avrebbe urlato mentre chiedeva di smetterla.

La Corte di Cassazione ha però annullato con rinvio, la sentenza di assoluzione. La giovane ragazza aveva infatti denunciato il suo collega per averla stuprata ma in primo grado l’uomo è stato assolto. Per i giudici la donna “aveva detto basta ma non aveva urlato”.

La sentenza emessa aveva fin da subito scatenato una vera e propria indignazione. Il giudice infatti, aveva per giunto stabilito di trasmettere in Procura gli atti per una calunnia nei confronti della vittima.

Assolto per stupro in primo grado: “La vittima aveva detto basta ma senza urlare”

Secondo il sostituto Pg Elena Daloiso, l’imputato aveva un ruolo superiore rispetto alla ragazza all’interno della Croce Rossa. Proprio per questo la donna non avrebbe denunciato per paura della sua situazione lavorativa.

La scelta di querelarlo in un secondo momento è arrivata proprio a seguito del suo grande timore nei confronti del suo lavoro e del ruolo che l’uomo ricopriva. I giudici della Corte di Cassazione hanno così dato la loro ragione alla procura annullando la sentenza d’appello con rinvio.

Proprio per questo motivo il processo dovrà essere nuovamente svolto e per di più, il reato è stato giudicato procedibile d’ufficio. Il fascicolo della giovane donna è così tornato sulle scrivanie dei giudici di Torino e sarà poi assegnato ad un’altra sezione.

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