Il rapper Ernia smaschera i colleghi: “I dischi sono tutti uguali, io mi annoio nel ripetermi”

È sicuramente l’artista del momento grazie al suo modo di scrivere e l’attitudine nel raccontare delle storie che arrivano direttamente al pubblico, il rapper Ernia però smaschera i colleghi con alcune constatazioni. Il mondo del rap italiano è pieno di talenti che, spesso e purtroppo, con i loro prodotti sembrano essere fini soltanto al diventare famosi. L’unicità di questi sembra mancare come esprime Matteo in occasione del suo ultimo album pubblicato “Gemelli”, il quale ha fatto il boom di ascolti.

Ciò che ha creato non è soltanto un viaggio introspettivo nei suoi stati di umore o riflessione nei confronti della scena italiana, bensì lascia intendere anche la mediocrità che sembra persistere nelle nuove uscite. Nel suo, è riuscito a muoversi benissimo nei vari stili sia di scrittura, ma soprattutto nei vari e complessi generi che esistono. Si è buttato nella scrittura cercando di non riflettere quella sensazione di uguaglianza musicale e attitudinale che spesso e volentieri si sente quando si ascolta un moderno disco.

Il rapper Ernia smaschera i colleghi

Il suo pensiero nei confronti delle nuove generazioni che si lanciano nella musica è molto pungente e non vuole nascondere la sua posizione estranea nei confronti di queste. In chiavi più semplici, Ernia sembra sentire una somiglianza tra i vari artisti che nascosto verso quelli che “esistono” già. Gli stessi che hanno lottato per riuscire a guadagnarsi un posto nel mondo, una sorte di rivincita anche per chi viene dalla strada. Il rapper in questione svela anche di non approcciarsi alla musica attraverso tecnologie e strumenti di questo genere, bensì si trova ad usare ancora la carta e la penna. Tutti i miei colleghi sono digitali, scrivono sul telefonino e ritoccano in ogni momento i loro pezzi. Io così non mi trovo. Sono ordinatissimo e per ogni album ho un quaderno su cui scrivo i testi delle canzoni. E alla fine, una volta registrato tutto, lo butto per scaramanzia” ha raccontato.

Il rapper Ernia smaschera i colleghi

Ernia sempre molto fermo sul suo pensiero ha ben chiaro cosa lo faccia annoiare degli artisti che sembrano volersi avvicinare il più possibile ad un collega molto conosciuto: ”Vedo troppa estetica e i dischi sono tutti uguali. Perché nessuno ha il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort. Io mi annoio nel ripetermi e per questo nel disco c’è il pezzo love, quello egotrip, la cafonata. Della nuova ondata salvo Sfera, gli altri lo copiano senza dire nulla di loro. Quelli della mia generazione sono ancora legati ai concerti, i più piccolini si accontentano dei numeri dello streaming: è castrante. Il mio è stato un percorso lungo e a tratti doloroso artisticamente prima di trovare il successo. Adesso viviamo un’epoca in cui si creano dal nulla i personaggi del momento. Non solo nella musica vedi i casi alla ‘saluta Antonio’, che non costruiscono nulla di concreto”.

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