Maestra delle elementari, insulti e violenze contro gli alunni: “Siete come dei disabili”

Laura Prunotto maestra delle elementari è stata arrestata per maltrattamenti e insulti nei confronti di ben 21 alunni. Insieme a lei sono sospettati anche tre dirigenti della Alvaro-Gobetti e Senigaglia che non avrebbero segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine.

Maestra delle elementari rischia il processo per aver minacciato e vessato ben 21 suoi alunni. Laura Prunotto già in passato era stata arrestata per diversi maltrattamenti e per ben due volte era stata graziata.

Oltre a lei, sono sospettati anche tre dirigenti della Alvaro-Gobetti e Senigaglia che non avrebbero raccontato i diversi accaduti alle forze dell’ordine. Gli stessi infatti, non hanno preso nessun provvedimento nei confronti della maestra né tantomeno hanno avvisato l’Ufficio Scolastico.

Laura Prunotto arrestata nel 2019 ora è indagata per maltrattamenti nei confronti degli alunni, creando un vero e proprio “clima di terrore”. La donna già precedentemente tra il 2013 e 2019 aveva infatti lavorato come supplente in due scuole elementari.

Maestra delle elementari, insulti e violenze contro gli alunni: “Siete come dei disabili”

Proprio in quell’ambito la maestra ha più volte insultato gli alunni affermando: “M***a, porca p***ana, ma che cavolo fai? Ti do un cazzotto, buttati fuori dalla finestra, siete come e peggio dei disabili”.

Il pm Giulia Rizzo ha terminato le indagini a carico della maestra e nei confronti della dirigente scolastica. Essi a loro volta sono indagati di omissione in atti di ufficio e anche di maltrattamenti per non essere intervenuti nei confronti dei bambini.

I bambini offesi e derisi dalla maestra sono 21 e alcuni sono affetti da dislessia oppure disturbo di apprendimento. Stando a quanto riportato da Giulia Rizzo, un bambino sarebbe rimasto in piedi davanti alla lavagna con le braccia stese e le mani che tremavano dalla stanchezza e dalla paura.

Una bambina invece, era arrivata al punto di farsi la pipì sotto a causa della paura e la stessa maestra: “Non pensare che io raccolga le tue schifezze”. Stando a quanto riportato nell’atto di chiusura indagini: “Strappando in continuazione le pagine del suo quaderno quando faceva errori, tanto da costringerlo a comprare ogni tre settimane nuovi quaderni”.

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