Psicologia, è morto James Flynn: scoprì il quoziente intellettivo progressivo

Solo nei giorni scorsi abbiamo appreso una notizia davvero terribile: è morto James Flynn, un pilastro della psicologia. La sua scomparsa è recentissima, infatti lo psicologo è venuto a mancare l’11 Dicembre e ha renderlo pubblico è stata la sua famiglia. Nonostante questo, il suo nome verrà ricordato e studiato per sempre, perché grazie al suo lavoro e la sua dedizione scoprì l’effetto Flynn, una concezione così innovativa da essere chiamata con il suo cognome.

James Robert Flynn, nome all’anagrafe, è stato uno psicologo e accademico neozelandese naturalizzato statunitense nato nell’anno 1934. Quando emigrò in Nuova Zelanda nel ’63 divenne professore di scienze politiche nell’università di Otago a Dunedin. A lui si deve dare il merito di diversi studi che hanno allargato ed ampliato la prospettiva di alcuni effetti psicologici che nel tempo e con il passare delle nuove generazioni, cambiano e mutano.

Psicologia, è morto James Flynn

Aveva 86 anni al William Retirement Village di Dunedin e la sua vita è sempre stata proiettava verso gli studi ed insegnamenti. La sua carriera è cresciuta nelle varie università in cui ha dato il suo contributo: alla Hoover Institution della Stanford University, alla Cornell University e alla Princeton University. Nell’ultimo ateneo, sopracitato prima, di Otago ha ricevuto anche un premio, una Medaglia D’Oro proprio per la sua immensa professione.

Psicologia è morto James Flynn

Conosciuto per lo studio del fenomeno, che gli ha donato una forte notorietà, chiamato effetto Flynn scoperto negli anni ’80 del 1900. Cosa consiste e perché è così importante?
Quando sentiamo parlare di questo dobbiamo pensare al quoziente intellettivo (QI) che tutti noi conosciamo o abbiamo sentito parlare. Ma dietro c’è un processo che lo psicologo James ha scoperto e analizzato.

Nel corso della nascita di nuove generazioni, ha notato, vi è una crescita nel valore del quoziente intellettivo, la quale non dipende dalla cultura in cui si appartiene, bensì è un fenomeno interculturale. Negli anni si è notato come l’intensità di questa variazione può variare da 5 fino a 25 punti, delle statistiche davvero positive a quei tempi. Ad oggi però sono mosse varie critiche nel riguardo di come oggi questo fenomeno stia andando pian piano sempre diminuendo. Nonostante questo, la sua scoperta rimane un grande passo nell’ambito della psicologia.

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