Shelley Duvall ricorda Shining: “Non so proprio come ho fatto…”

Dopo oltre quarant'anni dall'uscita di Shining, Shelley Duvall ricorda le lunghe settimane di riprese e ammette di avere ancora gli incubi a causa del film di Stanley Kubrick.

Il film Shining, tratto dall’omonimo Best Seller di Stephen King, è uscito al cinema nel 1980 e ha coinciso con la luminosa ascesa di Jack Nicholson come attore protagonista. Tuttavia, anche l’attrice Shelley Duvall, sua compagna di lavoro, poi scomparsa dalle scene, ricorda ancora le riprese di Shining.

L’attrice si è lasciata andare a una serie di dichiarazioni che la dicono lunga sul rigido metodo di lavoro del regista, Stanley Kubrick. In una recente intervista a The Hollywood Reporter, Shelley Duvall ricorda quanto sia stato difficile girare il capolavoro di Kubrick, la cui lavorazione durò ben cinquantasei settimane.

Per Shelley Duvall girare Shining è stato faticoso e stressante, sia fisicamente, sia psicologicamente e lo ha raccontato senza mezzi termini

Mi svegliavo e quando mi rendevo conto che avrei dovuto ricominciare a piangere per tutto il giorno entravo nel panico. Non so proprio come ho fatto a farcela“.

L’attrice ha ricordato la severità del regista Stanley Kubrick e il suo perfezionismo. Sembra che il regista facesse ripetere le stesse scene moltissime volte agli attori, finché non era pienamente soddisfatto del risultato.

Shelley Duvall ricorda le riprese di Shining: “Ho ancora gli incubi…”

Per lui le riprese non andavano mai bene e ci ritrovavamo a piangere e correre per decine di volte. Era davvero dura“.

Il ruolo di Wendy, moglie di Jack Nicholson nella storia, era cruciale per tenere alta la tensione e Shelley Duvall ha davvero messo tutta se stessa nelle riprese del film per entrare nella parte.

Prima di girare ascoltavo canzoni tristi con il walkman per entrare meglio nella parte, ma dopo un po’ non ce la fai più a piangere tutti i giorni“.

Shelley Duvall oggi – Guarda che Notizia

La scena in cui Nicholson insegue la Duvall brandendo l’ascia è diventata un vero e proprio cult del cinema.  L’attrice l’ha ricordata e rivista dopo molti anni, ammettendo avere ancora i brividi.

Abbiamo girato quella scena per tre settimane, ogni giorno. E Jack era bravissimo, era veramente spaventoso. Posso solo immaginare quante donne attraversino simili violenze ogni giorno“.

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